LA FRATERNITA DI MISERICORDIA

DI SAN GIOVANNI LA PUNTA

 

 

Fondata nel 1980 per volere di un gruppo di giovani puntesi venuti a contatto con la realtà delle Misericordie, al nord già attive da tantissimi anni. L'occasione è stata il terremoto dell'Irpinia, molti di questi parteciparono agli aiuti portati alle popolazioni colpite dal sisma. Al ritorno prendendo contatti con la Misericordia di Acicastello, già fondata due anni prima, ci si documenta in proposito e si ritiene opportuno aprire una sede nel paese che si trova in un centro nevralgico delle pendici dell'Etna.

Da allora molte cose sono cambiate. Da uno sparuto gruppo di giovani volenterosi all'attuale gruppo di volontari più numerosi e più preparati professionalmente.

I servizi offerti dai volontari, che hanno deciso di prestare la loro opera alla Misericordia, sacrificando gran parte del loro tempo libero, sono e sono stati molteplici.

Uno dei principali è il trasporto ed il soccorso degli infermi mediante autoambulanza 24 ore su 24. Dal '97 al 2000 si è occupata del servizio sanitario di 118. Il servizio si è concluso quando una legge regionale ha affidato tale servizio esclusivamente alla Crocerossa Italiana, escludendo e vanificando gli sforzi di tutte le Misericordie siciliane.

La Fraternita, con le sua ambulanze e i suoi volontari, è anche stata impegnata per tanti anni nel servizio di supporto alla Guardia Medica sita nel piazzale di Nicolosi.

La Misericordia, comunque, è anche altro: servizi di assistenza sanitaria a domicilio o in ospedale, telesoccorso e trasporto convenzionato per emodializzati; col gruppo di Protezione civile, inoltre, è stata più di una volta in prima linea nell'aiuto alle popolazioni bisognose a causa di eventi calamitosi di vario genere.

Da anni la Fraternita ha stipulato una convenzione col tribunale dei minori, per la loro reintegrazione nella società.

Nell'ambito del sociale è stata impegnata per tre anni, nel territorio di cinque comuni del comprensorio col progetto "Infanzia Serena" (L.R.285/97): attività ludico-ricreative e momenti di aggregazione per i minori nella prevenzione del disagio minorile; inoltre, da circa dieci anni  nei giorni di Pasqua i volontari della Misericordia, per conto dell'ANLAIDS, sono presenti nelle Piazze principali di San Giovanni la Punta offrendo alla cittadinanza piantine di Bonsai, ed un fiocchetto rosso, divenuti ormai i simboli della solidarietà ai malati di Aids. Sempre in ambito sociale, la Misericordia offre inoltre servizi di Pronto Farmaco, Pronto Spesa, Disbrigo Pratiche Sanitarie ed Assistenza Fiscale, Prestito gratuito di stampelle, girelli e sedie a rotelle.               

 

Infine, ma non per ultima, lo scorso Carnevale, si è svolta la 1a edizione di "Una maschera per tutti", evento a solo scopo sociale, che ha visto l'integrazione tra ragazzi diversamente abili ed alunni delle scuole elementari.

 

Il nostro primo servizio:

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Le e-mail della Confederazione Nazionale                             www.misericordie.org

 

Le Misericordie ieri, oggi e domani

 

La Misericordia nella scrittura

 

La buffa.

 

Le Misericordie nel mondo

 

LA CONFEDERAZIONE NAZIONALE

DELLE MISERICORDIE D'ITALIA

(tratto da "Le più antiche Misericordie" ed. Confederazione Nazionale Misericordie d'Italia)

IL MOVIMENTO CARITATIVO DELLE MISERICORDIE, NATO DALLA COMPAGNIA DI SANTA MARIA CHE "......EBBE COMINCIAMENTO PER LO PADRE MESSER SANTO PIETRO MARTIRE L'ANNO 1244 NELLA VIGILIA DELL'ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA A' DI' 14 AGOSTO"

(Biblioteca Nazionale Firenze, Fondo Magliabecchiano, XXXVII, 300, C, 127),

INTENDE FAR PROPRIO IL MESSAGGIO CHE IL SOMMO PONTEFICE GIOVANNI PAOLO II CONSEGNO' ALLE MISERICORDIE NELL'UDIENZA DEL 14 GIUGNO 1986 CHE HA DATO UN FORTE IMPULSO ALLE MISERICORDIE ITALIANE ALLA VIGILIA DEL TERZO MILLENNIO, IMPULSO AD ESSERE "PROMOTRICI E FAUTRICI DELLA CIVILTA' DELL'AMORE E TESTIMONI INFATICABILI DELLA CULTURA DELLA CARITA'".

 

 

 

Pietro Annigoni "Un fratello della Misericordia trasporta un infermo con la zana" 1970

Storia della Confederazione.

Nella Firenze del tredicesimo secolo dilaniata dalla lotta tra guelfi e ghibellini e da quella contro gli eretici Patarini, si formarono varie Compagnie o Fraternite, allo scopo di richiamare gli uomini verso quelle più alte verità che il Vangelo insegnava. Ma se la maggior parte di queste Compagnie si limitava a salmodiare pubblicamente, come quella dei Laudesi, una tra le prime in Italia e nel mondo, la Misericordia, volle unire alla preghiera comunitaria l'esercizio effettivo della carità, la testimonianza viva della carità senza limiti.

Dopo sette secoli e mezzo, la Misericordia fiorentina, fondata nel 1244 da San Pier martire dell'Ordine dei frati predicatori, vive ancora come opera autenticamente cristiana.

È un fiore nella città del giglio, giacché è ispirata da quella cristiana carità che è vertice di virtù, e di civiltà. Sorge all'ombra del campanile di Giotto, a poca distanza dalla magnifica cattedrale e dalla cupola del Brunellesco, in prossimità della porta del “Paradiso” del Ghiberti, nel cuore della vecchia Firenze, là dove numerosi turisti ogni giorno dell'anno passano per ammirare i capolavori del Rinascimento.

Da questa istituzione tipicamente fiorentina, stimata, amata e sostenuta da tutta la città, sono nate le Fraternite di Misericordia della Toscana e quelle delle altre regioni d'Italia.

L'antica Confraternita a ragione, è considerata la primogenita, la madre di tutte le Misericordie d'Italia.

Queste Compagnie sorte, con statuti e finalità comuni, pur essendo autonome, sono confederate e oggi se ne contano 511 con una forza che raggiunge la cifra di 600 mila confratelli.

Antiche e moderne le Misericordie d'Italia compiono una preziosa opera di assistenza sociale che abbraccia le quattordici opere di misericordia corporali e spirituali.

Alla luce ed al calore dell'ispirazione cristiana, durante i secoli i fratelli delle Misericordie hanno assistito i vecchi, i poveri, seppellito i morti, curato i malati con visite domiciliari e mute diletto, raccolto gli affetti da malattie infettive, visitato i carcerati, aiutato i liberati dal carcere, confortato i condannati all'estremo supplizio, quando vigeva la pena di morte, trasportato i feriti, costituito doti per le ragazze povere, assistito fanciulli abbandonati. Hanno creato orfanotrofi e brefotrofi in molte città d'Italia, e spedali per pellegrini che continuano a portare il nome di "Spedali della Misericordia" pur essendo talvolta estinta la fraternita fondatrice.                                                 

Oggi le Misericordie hanno aggiunto alle loro tradizionali opere caritative nuove forme di assistenza: la donazione del sangue con i gruppi Fratres, il trattamento di emodialisi, l'emergenza medica con autoambulanze attrezzate, gli interventi per calamità private e pubbliche come le alluvioni e i terremoti, gli ambulatori, le case di cura e di riposo, senza però mai lasciare le opere di culto perché le Confraternite hanno scopi di assistenza, ma anche di religione: "onorare Dio con opere di misericordia verso il prossimo".

Negli Oratori si celebrano quotidianamente sante messe in suffragio dei fratelli e sorelle defunti, le cui salme sono sepolte nei Cimiteri monumentali delle Confraternite.

Così le Misericordie offrono una prova del loro carattere religioso non solo nello spirito, ma anche nella forma esteriore e di culto.

Gli ascritti oltre a possedere i requisiti morali, devono essere battezzati e quando esercitano la carità con opere di misericordia devono indossare la divisa della loro militanza.

All'origine i confratelli della Misericordia di Firenze si rivestirono di una rossa cappa ed appeso al collo un distintivo consistente in un medaglione con la croce rossa in campo azzurro e ai lati le sigle F.M. (Fraternitas Misericordiae) in lettere gotiche.

Nel sedicesimo secolo, la veste rossa venne sostituita con quella nera, rimanendo uguale di foggia, stretta ai fianchi con cintura di corda e la corona del rosario, terminante con croce o medaglia, con la buffa che copriva il volto, e il cappello nero di feltro a larghe falde.

Tale divisa, sull'esempio della Misericordia madre fu da tutte le altre adottata, diventando per molto tempo la veste tradizionale della maggior parte delle Fraternite italiane.

Lo scrittore Giovanni Papini, fratello della Misericordia fiorentina ha scritto: " Una delle più resistenti immagini della mia vita di fanciullo fiorentino è quella dei "fratelli" (della Misericordia) incappati coi cappucci e le buffe, di quegli "uomini neri" dei quali non si vedevan che gli occhi, e che facevan pensare ad antichi penitenti risuscitati, a famuli dell'inquisizione o a congiurati di una setta pubblica e permessa e che invece giravano rapidi e taciturni, per compiere quelle opere di misericordia che per noi erano soltanto parole sul libretto della dottrina cristiana.

Giravano a piedi, con barelle e cataletti portati a spalla, entravano nelle case, sempre in silenzio, e portavan via infermi, feriti, morti, quasi creature di un altro mondo, profeti velati di un'antica fede, ministri della Provvidenza in abito di funebri pellegrini. La sera poi, nelle umide e gelide sere d'autunno e d'inverno, l'apparizione dei "fratelli" era più fantastica con quelle torce a vento, rosse e fumicanti, che ogni tanto struffavano in terra e lasciavano sul lastrico bagnato un po' di quel fumo e noi ragazzi si guardavano e si seguivano con molta stupefazione e un po' di batticuore. La presenza loro significava sciagura o morte ma, nello stesso tempo, sollecita pietà e speranza di salvezza".

Anche gli attuali fiorentini sentono un po' di batticuore per la veste nera impenetrabile della loro Misericordia, per quel cappuccio da cui solo traspariscono gli occhi da due piccoli fori. Ma essi sono a conoscenza che quella veste tiene nascoste persone di ceto diverso e ciò esclusivamente in omaggio al principio evangelico per cui il bene deve farsi per il bene, e la persona che compie l'opera di carità deve rimanere ignota.

E' una prova della natura peculiare di tutte le Misericordie e della loro ispirazione cristiana. Una sola è la retribuzione che si attende il fratello di Misericordia: la testimonianza della propria coscienza e il motto perenne e vivo "Dio te ne renda merito".

                                                                            Foresto Niccolai

                                           

La Confederazione Nazionale delle Misericordie

La grande famiglia delle Misericordie italiane è strutturata in un proprio organismo a carattere federativo: la Confederazione Nazionale delle Misericordie d'Italia.

 La Confederazione svolge la necessaria opera di elaborazione e di sviluppo dei temi e dei grandi problemi comuni a tutte le Misericordie e ne coordina le attività e le iniziative in modo che le singole fraternite, nel rispetto delle loro storiche autonomie, possano presentarsi come corpo unitario e vivo, alla pari delle altre grandi organizzazioni di assistenza e di soccorso istituzionalizzate, con le quali la Confederazione intrattiene proficui rapporti di collaborazione.

 "La Confederazione fonda istituzionalmente la propria attività sul rispetto e sulla condivisione di ogni situazione di bisogno e su un costante impegno di carità e di giustizia nella società civile, come testimonianza diretta e concreta del messaggio cristiano.

 Si impegna a contribuire all'analisi ed alla rimozione dei processi e delle cause di abbandono dei sofferenti, ad attuare nei propri settori di intervento opera di promozione dei diritti primari alla vita, alla salute, alla dignità umana, di prevenzione, di educazione sociale e sanitaria e di educazione alla

solidarietà, promuovendo un nuovo progetto di crescita civile della società a misura d'uomo." (art. 3 Statuto)

 

Dalla nascita alla fine del secondo conflitto mondiale (1889-1945)

 La Confederazione, sotto il nome di "Federazione", nacque nel 1899 a Pistoia ove si svolse il primo Congresso Nazionale delle Misericordie, cui aderirono 40 Confraternite.

 In quella occasione fu nominato anche il primo presidente nazionale nella persona del confratello Cesare Sardi di Lucca che con impegno e dedizione onorò l'incarico per oltre venti anni.

Il secondo Congresso Nazionale ebbe luogo a Firenze nei giorni 27 e 28 maggio 1900, ospite dell'antica Misericordia fiorentina. Di quel congresso è interessante rileggere il testo della mozione finale che sorprende per la sua attualità:

1) Stringere sempre più i vincoli di fratellanza e gli uffici di reciprocità fra tutte quante le Confraternite;

2) ravvivare e conservare lo spirito delle nostre Istituzioni, nulla cedendo di ciò che costituisce l'intrinseca essenza religiosa;

 3) procurare di conciliare le secolari tradizioni e lo spirito animatore coi nuovi metodi di azione caritativa;

 4) adoperarsi a diffondere e moltiplicare in tutto il paese le nostre Istituzioni a vantaggio della nostra società.

 Dopo il Congresso di Firenze fu dato inizio alla pubblicazione di un "Bollettino delle Misericordie" che continuò ad uscire fino allo scoppio della guerra 1914-18.

 Durante il periodo bellico, le Misericordie associate alla Federazione svolsero nelle loro singole località un'intensa attività di assistenza e di soccorso, particolarmente dedita alle dolorose e gravi necessità di aiuto verso le popolazioni interne e verso i profughi.

 Il primo Congresso dopo il termine della guerra si svolse a Prato nell'agosto del 1921 e vide l'elezione del nuovo presidente nazionale nella persona di Guido Donati della Misericordia di Firenze.

Vecchia ambulanza

 In questi anni fu ripresa la pubblicazione del "Bollettino", interrotta nel periodo bellico, e fu costituita la Squadra federale, per accorrere nei luoghi colpiti da calamità. Grande fu l'apporto da essa data in occasione dei gravi terremoti che negli anni seguenti colpirono la Garfagnana, il Mugello, la Lunigiana.

 La Squadra federale era formata da 15 Confraternite fra le più importanti e meglio attrezzate, e poteva contare su circa 200 fratelli completamente equipaggiati, oltre a medici ed infermieri.

 L'Italia era, in quegli anni, agli albori delle iniziative di soccorso nelle calamità naturali, quelle iniziative che oggi vengono definite di protezione civile e che solo negli ultimi anni hanno visto un intervento diretto dello Stato. Allora in questo settore esistevano soltanto l'esercito e le formazioni dei così detti "pompieri" non ancora raccolti in un corpo nazionale e presenti solo in alcune

località. Alcune squadre di pompieri tra l'altro erano nate proprio all'interno delle Misericordie, fra di esse ricordiamo in particolare quelle della Misericordia di Prato e di Viareggio.

 La creazione della squadra confederale rappresentò senza dubbio un'importante anticipazione nel settore della protezione civile.

 Un grave attentato all'autonomia ed al futuro stesso del movimento fu compiuto in epoca fascista. Il regime fascista infatti, nel suo obiettivo di convogliare ogni forma di attività assistenziale nello Stato, approvò la nota legge per la quale furono sciolte le associazioni di volontariato prive di personalità giuridica e dispose la confisca delle loro attrezzature e del loro patrimonio a favore di

una istituzione di soccorso statalizzata: la Croce Rossa Italiana.

 Si creò così una situazione di grave e giustificato disagio per tutte le Misericordie, comprese quelle sottoposte al regime giuridico della cosiddetta "legge Crispi" sulle Istituzioni pubbliche di beneficenza ed assistenza, che fondatamente temettero l'applicazione a proprio danno delle speciali disposizioni della stessa legge che consentivano ai pubblici poteri di disporre il loro "concentramento" e addirittura la loro "trasformazione" in enti di natura e carattere diversi.

 Fortunatamente il rischio fu evitato e le Misericordie mantennero per lo più lo stato di dipendenza e controllo delle attività imposto loro dalla legge Crispi del 1890 senza peraltro subire lo smantellamento a favore dell'erigendo ente della Croce Rossa Italiana.

 Nel settembre 1926 al Congresso Nazionale di Viareggio intervenne addirittura il Sovrano a testimoniare la riconoscenza e l'affetto verso le Misericordie mentre nel successivo Congresso di Pisa (1930) ebbe luogo una grandiosa manovra di esercitazione della Squadra federale.

 Dopo la morte del presidente Donati, avvenuta il 2 dicembre 1930, si svolse a Firenze il Congresso Nazionale per la nomina del nuovo presidente. Nel Congresso fu deciso di affidare la guida della Federazione ad un triumvirato composto dai confratelli Renato Macarini-Carmignani, Angelo Badiani e Paolo Guicciardini.

 Seguirono altri Convegni ed altri interventi della Squadra federale che nel frattempo non solo aveva costituito suoi settori in molte Misericordie, ma aveva anche creato dei propri "corpi pompieristici" sull'esperienza di quanto già realizzato da alcune Confraternite negli anni precedenti. Grazie a queste realizzazioni essa costituiva in quel momento una delle più forti organizzazioni

di soccorso a carattere nazionale esistenti nel paese.

 Lo scoppio del secondo gravissimo conflitto mondiale ridusse l'attività della Federazione in comprensibili limiti. Le Misericordie, nelle loro varie sedi, svolsero un'attività di soccorso oltremodo intensa, assistendo le popolazioni nelle più svariate forme ed intervenendo per il salvataggio di sinistrati e feriti talvolta anche sotto l'imperversare dei bombardamenti. Non pochi furono i confratelli che eroicamente sacrificarono la vita durante i bombardamenti o in altri tristi

episodi di guerra cercando di prestare il soccorso ai feriti ed ai bisognosi.

 Le truppe tedesche al momento della loro ritirata dal suolo italiano depredarono massicciamente la quasi totalità delle sedi delle nostre Misericordie, asportando masserizie, attrezzature sanitarie, autoambulanze, cosicché nel 1945, alla ripresa della vita normale, la generalità delle nostre fraternite si trovò nella dolorosa situazione di dover ricominciare. 

 

Dal secondo dopoguerra al 1986

 Chiusasi la tragedia bellica la Federazione si pose immediatamente a costituire le premesse della ripresa.

 Si organizzarono convegni a Pescia ed a Pisa. A Firenze si tenne un Congresso Nazionale l'8 gennaio 1947 nel quale, approvando il testo del nuovo statuto, furono allargati i compiti dell'ente federativo al quale fu dato un carattere esplicitamente nazionale.

 In tale Congresso fu eletto presidente nazionale onorario il confratello Angelo Badiani e presidente nazionale effettivo il confratello Roberto Crema.

 La Confederazione, trasformata e vitalizzata dalle nuove energie apportate dai suoi dirigenti, diede inizio ad una più larga forma di attività, che non fu limitata, come in passato, al solo coordinamento fra Misericordie, ma assunse la necessaria e più impegnativa funzione di estendere in tutta Italia il generoso movimento spirituale ed organizzativo. Alla Confederazione venne affidato inoltre il compito di approfondire i problemi di carattere generale del movimento, rendendosene portatrice ed interprete in ogni sede e particolarmente presso i pubblici poteri: Governo e Parlamento.

 Da allora presero avvio una serie di Congressi Nazionali e la Presidenza confederale instaurò un sistema di frequenti visite presso le singole confraternite erogando inoltre aiuti concreti a quelle maggiormente in difficoltà. In particolare grande fu l'impegno di tutte le Misericordie per ricostruire il parco macchine distrutto dalla guerra. In quegli anni, difficili ma ricchi di solidarietà e desiderio

di libertà, numerose nuove Misericordie nacquero in varie parti d’Italia.

 Nel 1962 il presidente nazionale Crema perì in un incidente aereo lasciando un triste vuoto nei suoi collaboratori. A lui successe nell'incarico di presidente Alfredo Merlini che guidò la Confederazione fino al 1985.

 Nel 1985 ad Alfredo Merlini successe Francesco Giannelli,  confratello e capo di guardia della Misericordia di Firenze.

 Nel 1998 a capo della Confederazione Nazionale successe Fani, facente funzione per circa un anno.

Infine dal 1999 Gianfranco Gambelli è attuale presidente nazionale delle Misericordie.

 

 La nascita dei donatori di sangue FRATRES

 Una delle iniziative indubbiamente più feconde della Confederazione fu quella di dare vita alla costituzione di una nuova grande associazione di dona tori di sangue. I gruppi sorti presero il nome di FRATRES ed il loro sviluppo ebbe carattere nazionale al pari delle nostre Misericordie.

 Dal 1963 il movimento FRATRES crebbe notevolmente e, ormai largamente diffusosi, si giunse nel 1966 a modificare lo statuto della Federazione delle Misericordie per trasformarne la denominazione in "Confederazione Nazionale delle Misericordie d'Italia e dei Gruppi Donatori di Sangue Fratres".

 Il movimento FRATRES, presente oggi in Italia con oltre 500 gruppi su tutto il territorio nazionale, per conformarsi alle dimensioni assunte ed alle formative vigenti, ha assunto status giuridico autonomo, costituendosi in associazione a sé stante fin dal 1990 con la denominazione di "Consociazione Nazionale Fratres delle Misericordie d’Italia".

 Pur in realtà associative ormai diverse, stretto rimane il legame fra Misericordie e Fratres che quotidianamente dividono impegni e responsabilità verso la comunità nella quale operano.

 

"Promotori e fautori della civiltà dell'amore"

 1114 giugno 1986 circa 10.000 fratelli delle Misericordie italiane vennero ricevuti in udienza dal 5. Padre. Nell'aula "Paolo VI", gremitissima, Giovanni Paolo Il tracciò una svolta nella vita del movimento, indicando con chiarezza la via della carità che le Misericordie dovevano far propria: "ecco la consegna che vi affido... siate i promotori e fautori della civiltà dell'amore. siate testimoni infaticabili della cultura della carità".

 Queste parole costituirono per le Misericordie una vera e propria svolta.

L'accorata esortazione del Papa a testimoniare con i servizi di carità l'impegno per la costruzione di un nuovo modello di civiltà basato sulla solidarietà, sulla pace, sulla condivisione, divenne da allora un concreto riferimento per tutto il movimento e numerose furono le occasioni di studio e di dibattito sull'argomento.

 Nel 1989 la Confederazione diede vita alla pubblicazione di una nuova rivista mensile cui fu dato il nome, ricco di significato, di Civiltà dell'Amore. La rivista, dotata di adeguata veste grafica, si è da allora impegnata nel porre all'attenzione, non solo dei confratelli ma anche dei molti esterni e simpatizzanti del movimento cui viene inviata con regolarità, fatti, episodi, occasioni di riflessione e di dibattito sulle problematiche sociali di maggior rilievo. Civiltà dell'amore in questi anni si è dimostrata attenta anzitutto ad offrire, a chi nella nostra società ha meno voce, uno strumento di attenzione e di aiuto che induca tutti a riflettere sui tormentati percorsi attraverso i quali procede il cammino verso la costruzione di una civiltà più solidale e più attenta agli ultimi.

Nel novembre 1992 le Misericordie si riunirono, per la prima volta nella loro storia, in Convegno Mondiale a Firenze con la partecipazione di oltre 200 delegati provenienti da tutti i continenti in rappresentanza di circa 40 Paesi. Il frutto più importante del convegno fu l'impegno alla costituzione dell'Unione Europea delle Misericordie che trovò concordi sul progetto i rappresentanti delle Misericordie d’Italia, Portogallo, Spagna, Francia, Principato di Monaco, Armenia, Bielorussia, Georgia, Lituania, Moldavia, Russia, Ucraina.

I partecipanti al convegno mondiale furono ricevuti il 14 novembre 1992 dal Papa che salutando affettuosamente i fratelli della Misericordia ricordò come "Si può ben dire che in tutti i continenti le Misericordie costituiscono un pacifico esercito di promotori e fautori della civiltà dell'Amore, testimoni infaticabili della cultura della carità". Il Papa confermando l'esortazione a "testimoniare la presenza provvidente di Dio", si congedò lanciando un'ulteriore invito all'impegno di fraternità: "Benedica, la Vergine Santa, - ci disse Giovanni Paolo Il - anche gli sforzi da voi condotti per far sì che attraverso interventi programmati in accordo con Organismi e Misericordie di altre confessioni religiose cresca la reciproca stima tra credenti, così che tra gli uomini di buona volontà si affretti l'avvento dell'autentica civiltà dell'Amore".

Da questa esortazione la Confederazione assunse l'impegno a sviluppare in spirito di carità i contatti, le collaborazioni, i rapporti con i fratelli di diversa fede ed in particolare con i fratelli musulmani presenti in Italia e nei loro paesi d'origine.

Questo sforzo portò due importanti frutti: nel gennaio del 1993 le Misericordie insieme ad una organizzazione caritativa di fede islamica (la Human Appeal International) organizzarono due colonne di aiuti per le popolazioni musulmane duramente colpite dalla guerra civile in corso nei territori della ex Jugoslavia, mentre, ai primi di luglio del 1994 si tenne a Firenze il 10 Seminario Cristiano-Islamico incentrato sull'analisi di tre aree di crisi: il Sudan in piena guerra civile e prostrato dalla difficile convivenza tra cristiani, musulmani e animisti, l'Iraq-Kuwait affrontando in primo luogo il problema del rilascio di 1000 cittadini kuwaitiani allora detenuti nelle carceri irachene, ed infine il Caucaso dilaniato dalla guerra civile tuttora in corso. Il convegno terminò con un momento di grande spiritualità che vide riuniti, cattolici, ortodossi, musulmani in un unica preghiera di aiuto e speranza in Dio misericordioso.

Nel giugno del 1996 Giovanni Paolo Il ha nuovamente ricevuto in Vaticano i fratelli delle Misericordie, a dieci anni di distanza dalla storica udienza in cui affidò loro l'impegno di promuovere e testimoniare la civiltà dell'Amore.

"Le Misericordie - ha detto il Papa - agiscono come fermento all'interno del tessuto sociale, ponendosi come antidoto alla crisi di significato e di valori, che non raramente dà origine a preoccupanti forme di solitudine e di egoismo e a gravi fenomeni di violenza."

"Tutto ciò voi compite - sono ancora le parole del Pontefice - mediante una capillare realtà di volontariato, che opera in modo silenzioso ma concreto nei piccoli e grandi centri. Questo infatti è lo stile del volontariato cristiano: discreto, generoso, rispettoso delle persone, ben formato nelle motivazioni, nei principi etici, nei metodi, costantemente alimentato da profonde radici spirituali. Così impostato il volontariato - ha concluso il Papa - non si riduce a svolgere opera di supplenza a carenze strutturali, bensì diventa una forza di rinnovamento sociale e politico, che affronta le emergenze stimolando al tempo stesso le autorità responsabili a rimuoverne le cause".

 

Le Misericordie oggi

Le Misericordie oggi sono presenti in Italia con circa 600 sedi locali e possono contare su quasi 650.000 iscritti di cui 150.000 svolgono volontariato attivo nelle diverse opere di carità. Numerosissimi ormai sono i campi di azione delle Confraternite che complessivamente dispongono di circa 2500 automezzi di cui numerosi specificamente attrezzati per il servizio svolto.

I principali settori di intervento oggi sono rappresentati dai trasporti sanitari e sociali; l'emergenza medica e il pronto soccorso; la protezione civile (con oltre 300 gruppi attrezzati e specificamente addestrati); la gestione di ambulatori specialistici; la gestione di case di riposo; i servizi emodialisi autogestiti; l'assistenza domiciliare ed ospedaliera; il Telesoccorso; l'assistenza a carcerati, anziani, immigrati, portatori di handicap, tossicodipendenti, malati di AIDS; i consultori familiari; il servizio di telefono amico, le raccolte di aiuti e missioni umanitarie internazionali.

 

I Presidenti Confederali

Cesare Sardi                                                   

1899

Guido Donati                                                   

1921

Renato Macarini Carmignani, Angelo Badiani, Paolo Guicciardini 

1931

Roberto Crema                                                   

1947

Alfredo Merlini

1963

Francesco Giannelli

1985

Fani 1998

Gianfranco Gambelli

1999

su